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Mitragliatori a 1 dollaro

Bago, Birmania - 7 gennaio 2009

Ieri sono stato alla "Roccia d'Oro" un luogo di pellegrinaggio molto importante per i buddhisti: si tratto di una roccia in bilico su un baratro, e pare che si regga grazie ad un capello del Buddha posto proprio alla sua base.

Arrivarci e' stata una avventura: ho preso un autobus birmano a media percorrenza. Gia' avevo accennato al fatto che tutti i mezzi hanno la guida a destra come gli inglesi, ma le strade sono come le nostre, quindi si guida pure a destra. Il risultato e' che l'autista e' dalla parte sbagliata e non sempre vede bene chi sta venendo dall'altro lato: ma niente paura, c'e' un tipo che per tutto il viaggio sta appeso di fuori dal lato della porta (che quindi si apre in mezzo alla strada) e come un navigatore nelle gare di rally dice all'autista "ok motorino, carretto, camion poi supera!". Per fortuna la velocita' media sulle strade e' molto bassa e tutto cio' avviene molto tranquillamente: anche l'autostrada infatti e' invasa da carretti e biciclette e piu' di 70 km all'ora non si puo' andare.

Arrivato alla base del monte sono stato caricato sul cassone di un camion dotato di panche di legno molto strette. Siamo saliti in 45. C'e' molto contatto fisico tra le persone, ma qui e' di tipo pratico: se qualcuno deve salire sul camion si appoggia tranquillamente a e o si attacca alle tue gambe per farlo. Se una mamma arriva con i bambini in braccio li da alle prime mani che sporgono dal camion, e dopo con tranquillita' li "ritira".

Dopo il camion ho camminato per 45 minuti in salita fino in cima al monte e ho potuto vedere finalmente questa benedetta roccia, che in questa foto ho ritratto verso il tramonto.

Alla base del monte c'e' un piccolo villaggio di case di legno (ho dormito in una capanna evoluta e per tutta la notte si sono sentiti animali scorrazzare sul tetto e sotto il pavimento) e nel mercato si vendono numerose armi fatte di bamboo da portare come regalo ai bambini. Il bello e' che sono piu' grosse dei bambini che le ricevono.

Oggi invece sono stato a Bago, una cittadella famosa per i Buddha enormi (60 metri). per il monastero del serpente (un boa constrictor di 6 metri lasciato libero di camminare e mangiare polli) e varie altre amenita'. Ho avuto il mio assistente personale: il guidatore di motorino ritratto qui sotto che per tutto il pomeriggio mi ha scorrazzato per la cittadella e mi ha raccontato in un ottimo inglese tutto cio' che volevo sapere sulla vita locale, il lavoro e anche la politica. Alla fine gli ho detto se voleva una birra e lui: "questa' e la migliore idea della giornata.."

Poi mi ha portato nella fabbrica dei sigari dove c;ero solo io e 70 donne tra i 15 e i 35 anni. Naturalmente ho creato scompiglio e le ho distratte dal lavoro: ognuna di loro lavora dalle 7 di mattina alle 7 di sera, produce 1000 sigari al giorno e guadagna 2 dollari. Tutte quante mi guardavano e parlavano tra di loro e il mio traduttore ha spiegato che erano divertite dall'altezza e il naso grosso. Poi una mi invitato a sedermi vicino a lei e tutte hanno cominciato a prenderla in giro. Io ho detto al mio "assistente" che due giorni prima il lettore di mano mi aveva detto che avrei trovato moglie, pensavo che lo tenesse per se invece lo ha proclamato a tutte nel silenzio generale.... c'e' stato uno scoppio di risate totale. Comunque mi ha spiegato che queste donne lavorano sempre intensamente e in silenzio e che la mia visita estemporanea le ha fatte divertire almeno per oggi: mi hanno regalato un sigaro. Il bello e' che anche qui c'ero solo io, non sono luoghi turistici e tutto avviene con molta naturalezza e nessuno prova a vendere niente.
Domani mi aspettano 14 ore di treno.

Sardine

Yangon - Twante, Birmania - 5 gennaio 2009

Oggi sono stato di nuovo all'ufficio del ministero del turismo per la domanda del permesso che ho compilato attentamente e mi e' stato chiesto di precisare ogni tappa del mio itinerario, giorno per giorno, cosa che non sono abituato a fare. Poi mi hanno rifiutato due banconote da 20 dollari perche' una presentava un leggero strappetto millimetrico e l'altra un leggero segno di penna...

Mi dirigo poi verso la "barca" che attraversa il fiume, una specie di enorme scatola di latta dove la gente sale e scende freneticamente prima ancora che questa si avvicini al molo. la mia intenzione e' di visitare Twante, un villaggio sperduto tra i canali che presenta alcune peculiarita'.
Ma all'imbarco mi fermano e mi dicono "permission!", ci vuole il permesso pure per passare dall'altra parte del fiume. Allora torno all'ufficio (per fortuna e' vicino) e chiedo questo benedetto permesso, che in realta' e' una Lettera di Raccomandazione Ufficiale (gratuita). Devo scrivere di mio pugno una dichiarazione in cui mi impegno a non fare proselitismo politico nei villaggi al di la del fiume.
Aspetto un po' e mi viene consegnato un foglio scritto in birmano con il mio nome e svariati timbri, e' questa la Raccomandazione Ufficiale. Incontro una coppia italiana che mi da un suggerimento su un interessante itinerario di trekking e probabilmente modifichero' la tappa che forse avevo previsto sul mare.

Dopo l'imbarco ho fatto l'esperienza di trasporto pubblico piu' "densa" della mia vita. Ho percorso una strada sconnessa (ma proprio tanto sconnessa) sul cassone di un piccolo camioncino dove alla fine salgono, comprimendosi come sardine, 36 persone. Trentasei! In uno spazio di 3,5 metri per 1,5. Molti si sono attaccati fuori e il bigliettaio era appeso su un lato e saliva sul tetto, il tutto in "corsa", per riscuotere i soldi del biglietto. Non potevo stare nemmeno a braccia conserte, ognuno doveva tenere almeno un braccio appeso al tettino per entrarci.
Per la cronaca il furgoncino e' quello della foto, dopo che si e' svuotato...

Comunque ne e' valsa la pena: la maggior parte delle case del villaggio sono palafitte di bambu', dove la famiglie vivono spesso senza corrente elettrica. Quando sono andato via, verso il tramonto, era pieno di fiammelle di candele. C'era stato un solo altro occidentale nella mattina. Quando sono arrivato nel pomeriggio c'ero solo io e tutti mi guardavano e salutavano.
Sono stato accompaganto da un ragazzo con il riscio' che mi ha insegnato un po' di parole in birmano e poi mi sono fatto leggere la mano da un chiromante solitario dentro un tempietto. Solo che il chiromante non parlava inglese, e il ragazzo del riscio conosceva 15 parole in tutto con le quali componeva articolate frasi per tradurre il chiromante.

Comunque il responso e' il seguente. "il mio ginocchio non e' buono" "il 2009 sara' un anno ricco per il mio lavoro" "trovero' moglie durante l'anno". Facendo un rapido calcolo ci potrebbe quindi essere una possibilita' su sei che questa moglie sia birmana o laotiana.

Bluskoni

Yangon, Birmania - 4 gennaio 2009

Stamattina sono andato a cambiare i soldi. Il cambio ufficiale deciso dal governo e' di 6 (sei) kyat per ogni dollaro. Cosi' pero' una corsa in taxi costerebbe qualcosa come 300 dollari. Ovviamente c'e' il cambio non ufficiale, che praticano molti negozianti nei loro retrobottega e anche la mia guesthouse. Per loro il tasso e' di 1150 kyat per dollaro: avete letto bene, 200 volte di piu'.
Infatti io gli ho dato una sola banconota da 100 dollari e loro mi hanno dato un mazzo di 124 banconote. Come al supermercato gli ho chiesto: "scusi mi da anche una busta?..."

Oggi in Birmania e' la Festa dell'Indipendenza. Che pero' non viene celebrata con parate militari, ma con gare di strada, organizzate prevalentemente per bambini. Ho assistito ad una competizione di bambini di 5 o 6 anni che dovevano ingozzarsi di frittelle fino all'impossibile e poi effettuare una corsa, incitati dai genitori. Ne erano rimasti solo due, e quando il primo ha dichiarato vittoria il secondo, che presentava espressioni pre-conato di vomito, si e' alzato e ha sputato tutto addosso alla madre.

Al mercato del pesce, in mezzo ad una poltiglia di fango e resti del lavaggio del pesce c'era il tiro alla fune tra pescivendoli e pescivendole, terminato inevitabilmente con le donne che cascano in mezzo alla brodaglia. In questi posti tutti mi notano perche' sono l'unico occidentale (i turisti vanno perlopiu' alle pagode principali) ma tutti mi salutano e sorridono e mi invitano a guardare.

Sono tornato un po' stanco alla Grande Pagoda, dove sono entrato in uno dei tempietti laterali e mi sono addormentato steso ad un angolo. Mi sono risvegliato al tramonto (la pagoda e' piena di gente fino alle 9 di sera) e nei 3 o 4 giri che ho effettuato saro' stato fermato da una decina di persone, tutte curiose di sapere da dove venissi e cosa facessi nel mio paese. Le ragazze sorridono tutte, se lo facessero in Italia non sopravviverebbero un minuto. Uno strano tipo con i capelli lunghi e brizzolati e' emerso dalle statue e mi ha fermato e raccontato che lui vive li dentro da 15 anni e dorme seduto. Ha voluto sapere il mio nome e dalle sillabe ha interpretato che "avro' molti amici'" "sono protetto dai morsi di serpente". Ha anche detto che Obama e' buono perche' la sillaba Ba significa "colui che nasce puro dall'acqua" e invece Bush non vuole dire niente. Per essere rimasto 15 anni nel tempio e' abbastanza informato.
Non volevo andare piu' via da li', dopo il tramonto diventa un posto magico con migliaia di candele ovunque, non si comprende l'atmosfera guardando le foto o leggendo le guide.

Allora, volete sapere che cosa significa il titolo? Ma come, e' il nostro presidente del consiglio che anche dai tassisti birmani e' conosciuto.... "Bluskoni president Milan!" Non solo: Totti e' l'italiano piu' popolare, ma il cambiavalute di stamattina apprezza in particolar modo la moglie.

Domani lascio Yangon e forse mi avventuro sulle localita' che si affacciano sul golfo del Bengala, oppure nella regione del delta del fiume: potrei non avere accesso a internet.

Monaci e burocrati

Yangon, Birmania - 3 gennaio 2009

(Curiosita' sulla foto sopra: sono sicuro che il Buddha reclinato con la testa sulla mia spalla in realta' non c'era....)

Oggi ho avuto un primo assaggio di burocrazia birmana: la mia intenzione e' di uscire via terra dal nord, operazione che pero' richiede un permesso. Mi sono recato in un ufficio apposito dove in uno stanzone in stile sovietico c'era una signora in ciabatte su una poltroncina di vimini e null'altro. Mi ha spiegato che per il permesso ci vuole una domanda speciale da inoltrare al Ministero dell'Interno, una al Ministero del Turismo, poi tutto deve essere spedito all'Ufficio della Frontiera dalla quale usciro' dove e' necessaria una persona incaricata di accompagnarmi al confine e compilare altre carte. In tutto ci vuole una settimana. Io ho detto "Ok mi sembra una procedura impossibile, vero?" E lei: "No, 50 dollari e facciamo tutto noi" (Curiosita': non si accettano carte di credito in quasi tutta la Birmania, ma se ne avessi bisogno potrei comunque andare alla Banca Centrale e comprare ad esempio 50 FEC, cioe' 50 certificati di equivalenza al dollaro, e pagare con essi).


Sono andato al mercato dei vegetali, un enorme sotterraneo buio con centinaia di venditori distribuiti in un dedalo di passaggi illuminati da candele, con odori che variano dalle spezie all'olezzo di fogna. C'ero solo io e destavo la curiosita' di chiunque, tutti mi salutavano e ormai ho imparato anche io i saluti in birmano. Noi abbiamo le mele che vengono dal Trentino, qui invece pare che le produca solo la Cina.

Verso il tramonto sono andato alla grande pagoda, la piu' importante di tutta la Birmania. Dal basso non potevo immaginare cosa avrei trovato sopra: sulla piattaforma in cima alla collina una miriade di templi e guglie dorate circondano il grande stupa centrale e ovunque ci sono persone che pregano ed eseguono rituali di purificazione. Ci sono statue di Buddha ovunque, da quelle piu' piccole a quelle giganti, una dotata persino di un enorme ventaglio che e' possibile muovere dal basso con una cordicella.

Viaggiando da da solo sono spesso avvicinato da persone che vogliono parlare. Quattro monaci mi hanno invitato ad unirmi al loro gruppo per sapere da ma cosa facessi li' e nel mio paese. Uno di loro aveva cominciato a lavorare come programmatore, poi ha deciso che la sua strada era un'altra.... Un altro ha cominciato a raccontarmi la sua vita, rigorosamente girando intorno alla pagoda: dopo il 4 giro non sapevo se dovevo congedarmi io ho aspettare pazientemente la fine della storia. Mi ha anche detto che, poiche' era indiano, era costretto a pagare i trasporti in Birmania, ma aveva ovviato al problema facendosi prestare la "tessera" di monaco da un amico birmano e, facendomela vedere, ha detto "guarda la foto, tanto sembriamo tutti uguali...."

Infine un vecchietto 77enne, ex funzionario del governo durante la dominazione britannica, con un perfetto inglese mi ha istruito su tutti i rituali da compiere per proteggere la persona, la salute e il lavoro. Cosi', dietro onesta mancia, mi ha assistito durante tutta la procedura. Mi sono recato alla fontana che corrisponde alla mia data di nascita e ho versato 37 (36 anni piu' uno in pancia) tazzine d'acqua sul Buddha e sull'animale corrispondente (il porcellino d'India, che io un anno fa ho mangiato previa carbonizzazione, cosi' adesso almeno mi perdona), poi sono andato all'impronta del Sacro Piede e mi sono asperso di alcune gocce d'acqua che su di essa hanno sostato e infine ho suonato per 5 volte l'enorme campana di 24 tonnellate che una volta gli inglesi provarono a portare via, ma gli casco' nel fiume.
Beh, come prima giornata mi sembra che l'abbia sfruttata bene...

(A proposito, il cellulare non e' abilitato in Birmania, quindi non scrivete messaggi, e non aspettatevi telefonate perche' costano 10 dollari al minuto)

Dragoni dorati

Aeroporto di Bangkok, Thailandia - 2 gennaio 2009

Il viaggio da Roma a Bangkok e' stato molto comodo: avevo il posto in prima fila (scelto gia' alla prenotazione su internet) e potevo distendere le gambe, il mio vicino non c'era e neanche quello dietro... avevo posizionato la poltrona come quella del dentista e cosi' sono rimasto per 9 ore e mezza ad ascoltare la coppia accanto, lui pugliese e lei romana, discutere sulle cose piu' stupide. Lei: "Quanti pollici e' il tuo computer?" "Non lo so" "Ma come non lo sai sei deficiente?" "Non lo so devo guardare la scheda" "Ma che scheda devi guardare????!! Lo vedi che non ci stai proprio con il cervello, non sapere i pollici del proprio computer e' come.... e' come andare a comprare una televisione e non sapere quanti pollici ha."
Proprio cosi, per tutto il viaggio.
L'aeroporto di Bangkok e' il piu' grande e moderno che avessi mai visto. Devo aspettare 6 ore per il volo verso Yangon, e quella che credevo una linea area un po' fetida, Bangkok Airways, in realta' si e' rivelata molto disponibile. Sono ospitato presso la loro lounge, dove ho dormito su un comodo divano con cuscini, allietato da dolcetti, the caldo e internet. Tutto gratis. Ogni tanto vado a fare un giro per i giganteschi corridoi, punteggiati da svariate statue dorate tempestate di gemme e grandi dragoni che sputano lingue di fuoco.
C'e' anche una enorme statua di Virulock, alta 6 o 7 metri: la didascalia recita una storia che lo riguarda e che lo vede, insieme ad un geco mitologico, responsabile dello sprofondamento di una intera isola. Questa storia mi ha insegnato che non bisogna far arrabbiare Virulock.

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