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Vita di villaggio

Hsipaw, Birmania - 13 gennaio 2009

Questo e' il villaggio dove sono stato accolto come un essere venuto da Marte

Qui la cascata che ho raggiunto al tramonto e poi mi sono perso tra i campi

Verde

Mandalay, Birmania - 12 gennaio 2009

Trovo molto spesso pareti tinteggiate di verde, e ho scoperto che mi piace.

Cosa pensate , che in Myanmar non ci siano centri commerciali?

La mia stanza verde superlusso, 9 dollari colazione compresa.

No connection

Mandalay, Birmania - 11 gennaio 2009

Sono tornato dalle montagne dopo un viaggio su un autobus pieno di sacchi di riso, ero incastrato nel sedile e non potevo muovermi perche' i sacchi erano dovunque e in cima c'erano mamme con bambini.
Non c'era possibilita' di comunicare e internet non sanno cos'e'. Sono tornato a Mandalay e tutta la citta' e' priva di connessione, tranne qualche raro bit di passaggio, a causa di un guasto all'intera rete di comunicazioni.... non posso pubblicare le foto quindi....
Le foto dei villaggi dove i padri di famiglia chiamavano i bambini per salutarmi quando passavo con la bicicletta, le foto della cascata che ho raggiunto dopo un trekking in mezzo a ruscelli e banani e poi mi sono perso al tramonto in mezzo ai campi e un agricoltore ha lasciato l'aratro per riaccompagnarmi, foto del monastero sperduto dove sono entrato e i monachini mi hanno offerto the e biscotti e per allietarmi hanno messo un dvd con un film di Bruce Lee.
Le pubblichero' nei prossimi giorni, sempre se resistero' alle 15 ore di barca che mi aspettano domani lungo il fiume per raggiungere Bagan. Partenza 5:30 della mattina.

Mingalaba

Mandalay, Birmania - 10 gennaio 2009

Piu' si va in campagna e piu' il taxi diventa bucolico...

Sto imparando un po' di birmano e le persone ridono quando lo parlo, perche' non si aspettano l'occidentale che dice "no, no, non compro!". In effetti non ce ne sarebbe neanche bisogno perche' sono davvero poche le persone che insistono per vendere qualcosa nei siti piu' turistici.
Pero' ho imparato i vari saluti, "Mingalaba'" e' quello piu' comune, alcune cifre relative alle banconote di carta (monete non esistono), e anche a chiedere "come ti chiami?" e vari altri argomenti di conversazione.

Ho anche cominciato a capire bene tutto quello che dicono in inglese, il che non e' facile, poiche' parlano la lingua inglese storpiandola, semplificandola e aggiungendo un po' di sillabe birmane.
Ecco alcuni esempi, scrivo prima in italiano cosa dicono loro e poi quella che in realta' e' la corrispondenza inglese:

Mangogiu' = Mango Juice
Auo' Aru' = How Old are You
Antasan = One Thousand
Paibtasan = Five Thousands (non riescono proprio a dire la 'f' )

E cosi' via....

Tra i vari modi di fare che si notano subito e' interessante la maniera con cui si porge il denaro: si fa con due mani tenendolo ai lati come si farebbe con un piccolo vassoio.
Se si usa una mano sola, sia per dare qualcosa che per stringerla, l'altra mano tocca con le dita l'interno del gomito (un po' come il "segno dell'ombrello", ma solo con la punta delle dita).
I tovaglioli di carta, le salviette e la carta igienica come la intendiamo noi non esistono. Esiste solo un unico rotolo di carta senza anima di cartone (come quella igienica di color rosa e "crespata") che si sistema in un contenitore cilindrico forato in alto per fare uscire il lembo, e viene posto sia sul tavolino al ristorante sia nel bagno della guesthose, oppure per strada sulle bancarelle...


Nella foto sopra ci sono io che cammino sulle merlature della pagoda bianca di Mingun, poco distante da Mandalay. Non e' una posizione e una inquadratura scelta a caso... una occhiata alla copertina della guida Lonely Planet spiega l'arcano (
Clicca qui per vederla)

Ancora due immagini dal placido fiume: contadine operose...

...e pescatori di ritorno dal lavoro...

Domani mi sposto per un paio di giorni verso alcune cittadelle di montagna a nord est di Mandalay, forse Hsipaw oppure Pyun U Lwin, non credo che ci sara' un collegamento ad internet.

Miracoli, cannoni e vita di fiume

Mandalay, Birmania - 9 gennaio 2009

Sono a Mandalay, una citta' del nord polverosa e piena di motorini e biciclette.
Oggi scrivo poco perche' sia l'elettricita' che internet vanno a singhiozzi.

Ieri sera ho proposto il cambio a nero (come e' la norma qui) a un gentile signore seduto vicino a me in una bettola cinese, e si e' subito dimostrato molto felice che lo avessi chiesto a lui, cambiandomi i soldi al tasso che gli avevo proposto. Poi mi ha chiesto cosa penso della Birmania e della politica, e in genere quando e' un birmano a chiederlo non dovrebbero esserci problemi a parlarne. Poi io ho chiesto a lui che lavoro facesse, e lui fieramente: "Sono Capitano dell'Esercito Birmano!". Io per un attimo ho detto "Minchia" e non mi sono sentito al 100% a mio agio, poi ho capito che gli andava di parlare e lo ho assecondato in tutto il suo discorso sulle armi. Per due ore abbiamo parlato di elicotteri, cannoni, mitragliatori e aerei segreti importati dalla Russia e dalla Cina. Era molto simpatico e mi ha ringraziato piu' volte per aver parlato con lui.

Per venire a Mandalay sono stato 14 ore su un treno e non e' stato poi cosi' pesante. I binari sono tutti storti e non sono storti allo stesso modo, ma a volte e' piu' storto il sinistro e a volte il destro. Lo scartamento e' ridotto ma il vagone e' largo come il nostro: il risultato e' che il treno ondeggia continuamente a destra e sinistra e sobbalza su e giu'. Per quattordici ore. In piu' il sedile reclinabile era reclinato alla massima posizione, cosi' ero seduto come un astronauta. Inoltre non e' ben fissato a terra e quindi ondeggia anche quello.
Ad ogni stazione prima che il treno si fermi salgono al volo dalle porte sempre aperte decine di persone e ragazzini che vendono pollo arrosto (tenendo i polli interi arrostiti per le zampe), pannochhie e scatolette di verdura. Poi riscendono con il treno in corsa. Ho visto un bambino sbagliare la salita e cadere sui binari col treno in corsa. Ero sicuro di assistere ad una scena terribile e invece e' uscito poco dopo come un topo dalla fessura davanti alla banchina, mentre i vagoni gli sfioravano la schiena.

Oggi ho fatto vita di fiume e ho visto il piu' lungo ponte di tek al mondo, vicino Mandalay. La Birmania e' uno dei maggiori produttori di tek, e ci sono interi monasteri fatti con questo legname. Al tramonto tutti tornano a casa e il ponte e' attraversato da centinaia di persone, tra cui molti monaci, come quelli di questa idilliaca fotografia.

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