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Capodanno cinese

Rive del Mekong, Laos - 26 gennaio 2009

Ieri ho passato la frontiera thailandese, preso la barchetta sul Mekong e approdato sulla riva laotiana, dove mi hanno messo 6 timbri sul passaporto.
Avrebbe dovuto essere un tranquillo pomeriggio in un villaggio del Laos, in attesa di partire in barca all'indomani. Mentre sorseggiavo una birra con una combriccola di 9 persone provenienti da Italia (io), Canada, Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Argentina e Australia una signora della guesthouse dove si stava consumando una animata cena di famiglia (erano le 17:30) ci ha invitato ad unirci al loro tavolo. Subito la cena si e' trasformata in un susseguirsi di brindisi a base di birra e whisky e petardi (il 25 e' l'ultimo giorno dell'anno cinese).
La signora, emigrata in Connecticut e tornata a visitare la famiglia per il Capodanno, faceva piu' volte il giro del tavolo obbligando ogni commensale a bere un bicchierino di whisky: teneva in mano due bottiglie da un litro e mezzo ciascuna. Verso le 20 la cena e' finita e si e' passato ai balli sfrenati con musica neomelodica thailandese.
Oltre a noi 9 stranieri c'era un misto di laotiani impazziti dai 18 ai 70 anni, comprese mamme con bambini. Le signore scatenate portavano birra a tutti e cantavano a squarciagola col karaoke continuando a bere allo stesso tempo... petardi micidiali facevano il resto. Verso le 22 gli stranieri hanno abbandonato il campo, stramazzati e barcollanti: i laotiani hanno continuato con lo stesso ritmo fino a notte fonda. Buon anno!

Neri sorrisi

Kentung, Birmania - 25 gennaio 2009

Ho passato gli ultimi due giorni a Kentung, un'area della Birmania che prima era chiusa agli stranieri, e ancora vige il divieto di raggiungere alcune zone. Sono stato registrato all'arrivo in citta' e il mio nome e' stato messo nella lista di quelli che prima o poi devono andarsene.

Ho fatto un trekking presso alcuni villaggi della zona, probabilmente una delle visite piu' interessanti fatte in Birmania. Questi villaggi distano poche centinaia di metri l'uno dall'altro, eppure la tradizioni possono cambiare completamente. Alcuni hanno l'elettricita' altri non sanno nemmeno cosa sia.

Insieme ad un canadese e una guida che sa parlare il linguaggio locale (diverso dal birmano) abbiamo portato biscotti, cioccolata e medicine per farsi accettare meglio e scattare fotografie. E' vietato portare indumenti in regalo per non contaminare i costumi locali.

Il titolo dei questo lungo post si riferisce all'effetto del "betel", la noce che moltissime persone masticano in tutta l'Asia, in genere avvolgendola in una foglia insieme a tabacco e un liquido a base di calce che innesta una reazione chimica e colora il composto di rosso. L'effetto e' leggermente stupefacente ed energizzante, ed e' una alternativa al fumo. I problema e' che colora la bocca e denti con un liquido rosso sangue, come se avvessero preso un pugno in faccia, e continuamente sputano questa poltiglia per terra.
In questi villaggi tuttavia, si usa la noce in un altro modo, creando un impasto nero che si mastica e si attacca ai denti, nascondendoli alla vista. Il risultato e' che tutti sfoggiano un sorriso catramoso, la prima cosa che si nota, che pero' sembra avere effetti benefici sulla durata dei denti, quindi sulla capacita' di mangiare e di vivere piu' a lungo.


La case del villaggio sono tutte fatte di bamboo e legno, con dei pannelli che proteggono appena dalle imtemperie, ma non dagli spifferi. In genere c'e' un solo ambiente, con un focolare al centro, oppure due se uomini e donne dormono separati.


Ogni villaggio ha i suoi costumi tradizionali. Sono quasi tutti animisti, cioe' credono e venerano gli spiriti che dimorano nella montagna e nei luoghi considerati sacri. Il ragazzo qui sotto porta la casacca tradizionale blu, ed e' un tagliatore di bamboo.

Gli abbiamo chiesto quanti anni avesse, ma lui non lo sa. Non hanno un sistema di calendario simile al nostro, il tempo e' scandito solamente da una settimana corta di 5 giorni, che regola anche l'allestimento dei mercati, come in tutto lo Stato Shan: trasponendolo sul nostro calendario, quindi, il giorno di mercato cambia ogni settimana.
Dice comunque di essersi sposato due o tre mesi fa. La guida scherza e gli chiede se ha mai baciato la ragazza: lui ride e dice no. "L'hai toccata qualche volta?" Lui ride e dice no. "Allora perche' hai sposato questa ragazza?" E lui ride.
Io gli chiedo se e' lui o la famiglia che decide il matrimonio, e la guida risponde "Decide la foresta"
"In che senso?" chiedo
"Lui va a tagliare il bamboo, una ragazza va a raccogliere la legna, se si incontrano e si piacciono si sposano"
Comunque, l'eta da matrimonio e' quella in cui entrambi possono provvedere al cibo per la futura famiglia, cioe' lui deve saper cacciare e lei padroneggiare la lavorazione del riso.

Questo intrecciatore di cesti di bamboo vive in un villaggio che fu convertito al cristianesimo da missionari americani. C'e' anche una chiesetta, ma non so quanto loro ne sappiano di cristianesimo, e quanto pratichino la religione aderendo alle scritture. Fatto sta che qualche contaminazione di cultura pop birmana e la fede in una religione che viene da lontano hanno dato questo risultato:

I villaggi producono anche qualche piccolo lavoro di artigianato e anche bracciali fatti di un metallo che sembra allumino ma che alluminio non e'. Quando vendono i loro prodotti ricevono denaro, ma poiche' sono piu' abituati al baratto preferiscono cambiare il denaro in bufali, rubini e monete d'argento. Beni da scambiare o riconvertire in caso di bisogno. Le donne appendono le monete d'argento (inglesi o francesi dell'epoca delle colonie) al loro "elmetto" e alle cinture, e le ostentano per mostrare il loro status all'interno del villaggio. Un po' come se noi andassimo in giro con il saldo del conto corrente scritto sulla maglietta.


Il signore ritratto qui sotto, dall'aspetto vagamente mussoliniano, e' il capo del villaggio. Mostra orgoglioso il suo cappello avuto da qualche membro dell'esercito e si possono notare i grossi buchi nei lobi delle orecchie che hanno i maschi di questa etnia. Nella sua capanna nasconde anche due fucili, con la polvere da sparo e i pallini che si fabbrica da solo.


Ci e' stato offerto del te e abbiamo diviso il pranzo tradizionale, e' stata la cosa' piu' tradizionale che avessi mai mangiato. La palla di riso glutinoso era avvolta in una foglia. C'era anche una salsiccia di maiale e una polpetta di carne di maiale speziata avvolta in foglie di senape e legata da stringhe vegetali. Accanto al bicchiere si nota uno sformatino allungato fatto di erbe e spezie avvolto in una foglia di banano.

Nell'ultimo villaggio abbiamo distribuito i cracker rimasti a tutti i bambini, nella sequenza di foto si nota l'avvicinamento, le manine dei bambini desiderose di ricevere il dono e infine il gruppo soddisfatto, ognuno con il suo cracker.



Ieri ho varcato a piedi la frontiera tra Birmania e Thailandia, attraversando il ponte sul fiume che divide le due regioni confinanti. Ho avuto la sensazione di essere nella provincia americana, tanta era la differenza tra i due posti cosi' vicini. Le strade sono ben asfaltate! Il telefonino ha ripreso vita, ci sono banche per prendere i soldi senza portarsi il malloppo in tasca.... le macchine sono moderni pick-up, ci sono supermercati, a pochi km da qui c'e' Auchan. Tutto pero' immerso ancora in una atmosfera asiatica, a parte il ristorante italiano "Corleone" davanti alla mia guesthouse. Salendo sull'autobus ho notato subito una cosa: le persone portano il profumo. In Birmania sono tutti pulitissimi, ma totalmente inodori.

Adesso scrivo da Chiang Rai, dove stanno preparando il Capodanno cinese a suon di petardi giganti. La connessione e' quanto mai veloce, e c'e' musica chill-out nell'internet cafe'. Oggi pomeriggio mi sposto verso un nuovo confine, quello Laotiano: questa volta per superarlo dovro' attraversare il mitico Mekong. E domani mi imbarco su una piccola nave che in due giorni arrivera' a Luang Prabang.


Aereoautobus

Kentung, Birmania - 22 gennaio 2009

Brevissimo aggiornamento da Kentung, nella regione del Triangolo d'Oro, dove sono giunto con un aereo a elica che ha effettuato quattro fermate in vari aeroporti della Birmania per raccogliere persone, esattamente come un autobus. Quattro ore totali di volo per una tratta che ne richiederebbe mezza. Snack a bordo: un muffin e un mandarino.

Lago Inle

Nyaungschwe, Lago Inle, Birmania - 21 gennaio 2009

Sono ormai due giorni che gironzolo per il lago Inle. Il luogo e' famoso per i suoi villaggi di palafitte che sorgono in mezzo alle acque e per i villaggi costieri che si confondono tra le rive pieni di gigli d'acqua. Il lago infatti non ha un contorno ben definito: lo specchio centrale si frammenta in macchie di vegetazione solcate da canali che si trasformano poi in una zona paludosa che lentamente cede il posto alla terraferma.

In questo ambiente vivono 70.000 persone, che si spostano placidamente in canoa per andare a scuola, fare la spesa al mercato, portare vivande prese dagli orti galleggianti e pescare pesce.


Ho preso una bicicletta a noleggio (senza documento e senza lasciare soldi anticipati) con la quale gironzolo per le strade della cittadella dove ho trovato alloggio, con ritmi lenti e quasi dettati dalla natura. Dopo il tramonto, infatti, ci sono al massimo 3 ore di corrente elettrica. Dopodiche' il buio totale, alle 21:30 si va a dormire. Il cielo e' talmente stellato che e' difficile distinguere le costellazioni tanti sono gli astri che le circondano.

Oggi sono stato al mercato e in vari altri luoghi del lago. Ho affittato una barca (con il barcaiolo) che dalle 8 di mattina mi ha scarozzato fino alle 18 del pomeriggio. Dieci ore, dieci euro.
Le foto seguenti le ho rubate tra le bancarelle e i ritrovi per il te'.




E ora un po' di curiosita'. L'immagine seguente mostra cio' che viene venerato all'interno della piu' grande pagoda del lago.

Prima di fare qualsiasi commento badate che si tratta del luogo piu' sacro dello Stato Shan Meridionale, e queste 5 forme del Buddha vengono portate in processione lungo le rive del lago per due settimane sante. Sono talmente sacre che le donne non possono salire sul piedistallo che le sorregge.

Mentre visitavo alcuni luoghi sono capitato nel monastero dei gatti saltanti. Ci sono gatti ammaestrati che saltano quando sentono il rumore dei croccantini. Non mi hanno particolarmente colpito, ma cio' che ha attirato di piu' la mia attenzione e' stato il calendario del 2003 appeso ad una colonna di teak. C'e' una foto dello stretto di Messina: non voglio sapere come e' capitato in questo angolo di Birmania.

Domani mi sposto per l'ultima tappa del percorso in Birmania. Un breve volo mi portera' nella remota Kentung, visto che non posso raggiungerla via terra in quanto dovrei attraversare una zona del famoso Triangolo d'Oro vietata agli stranieri. A Kentung, posta in un punto in cui si incontrano i confini di Cina, Laos e Thailandia, restero' due giorni. Il 25 gennaio attraversero' a piedi la frontiera con il famoso permesso rilasciato dalle autorita' di Yangon.

Trekking: come e' andata

Lago Inle, Birmania - 19 gennaio 2009

Sono approdato sulle sponde del lago Inle dopo due giorni di trekking, e alloggio in una piacevole guesthouse piena di piante a soli 5 euro al giorno, con bagno in camera e colazione.

Il trekking e' stato molto interessante, e mi sentivo un po' un esploratore inglese perche' ero solo io e al mio seguito avevo due indigeni, la guida e il cuoco personale (avevo indovinato, la guida e' di origini indo-pakistane di religione sikh). Il cuoco personale ha preparato delle ricchissime cene a base di alimenti locali. Una cosa e' certa: in Birmania non dimagriro'.

Durante il percorso ho incontrato persone di vari villaggi, le cui abitudini di vita sono cambiate poco negli ultimi secoli. I bambini ritratti sopra raccolgono cacca di mucca a mani nude da usare come fertilizzante, quando mi hanno visto passare si sono immobilizzati finche' non sono sparito dalla loro vista. A pranzo sono stato ospitato in una casa locale, fatta solo di legno e bamboo. Poi mi sono addormentato, e al risveglio credevo di trovarmi a Frittole. Non c'era niente, tranne me, che mi ricordasse che l'anno corrente fosse il 2009.

Il grande contenitore cilindrico che si vede sopra contiene una montagna di noccioline. Sulla sedia si nota l'anforetta con l'acqua da bere, cui si attinge con l'unico bicchiere poggiato sopra.
La famiglia era intenta a ricavare il grano prendendo a bastonate dei sacchi pieni di pannocchie.
Le donne di questi villaggi appartengono ad una etnia le cui abitudini sono spesso rimaste invariate. Questa tessitrice porta il tipico vestito nero e il cappello arancione.

Guardate bene il bambino qui sotto: secondo me da grande potra' rifare il remake de "Il Padrino"

Per la notte ho "alloggiato" nel monastero di montagna ritratto qui sotto. L'alloggio consisteva in uno spazio separato da due pannellini di bamboo ricavato nell'unico ambiente del monastero, una sala di 300 metri quadri dove i monaci novizi pregano. Quindi, alle 5:30 del mattino, e' partita tutta la serie dei canti dedicati ai vari Buddha li' presenti, ed l'unica cosa che si puo' fare e' svegliarsi. La doccia si poteva fare solo con acqua gelida pescata con una pentolina da un vascone davanti al monastero, e la temperatura esterna era parecchio bassa. L'ho fatta, ma e' stata dura. La mattina il monastero era avvolto dalla nebbia, ma il mio cuoco personale mi ha fatto trovare un braciere ardente vicino al tavolino della colazione...


Ed ora una ultima foto dedicata a tutti coloro che si lamentano del peso delle buste della spesa.

Di seguito anche l'aggiornamento con le foto di Bagan.

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